Cartiere italiane nella morsa tra alti costi energetici e speculazione sulle materie prime. La ricetta: fare presto con cinque misure per la competitività.

di Guida Monaci S.p.A.
Brusca la frenata nel primo quadrimestre 2012: - 6,2% la produzione. Solo grazie all’export archiviato il 2011 con una produzione a 9,13 milioni di tonnellate (+0,5% sul 2010)
Il Presidente di Assocarta Paolo Culicchi ha aperto l’Assemblea Annuale di Assocarta, svoltasi oggi a Roma presso Civita, facendo il punto sull’andamento congiunturale del settore cartario italiano.

“Brusca la frenata della produzione nel primo quadrimestre 2012: - 6,2% . Solo grazie alla positiva dinamica dell’export con il nuovo record di oltre 3,6 milioni di tonnellate, il 2011 è stato archiviato con una produzione di 9,13 milioni di tonnellate di carta e cartone. Siamo ben lontani dal picco del 2007 (oltre 10,1 milioni di tonnellate) e per tornare a livelli analoghi occorre andare all’anno 2000. La produzione di carte per usi grafici (+0,6% dopo il miglioramento del 6,6% del 2010) si è attestata su livelli analoghi a quelli dell’anno precedente nonostante l'influenza dei forti ridimensionamenti della pubblicità su stampa. In arretramento le carte e cartoni destinate all’imballaggio (-2,2% rispetto al 2010). In aumento le carte per usi igienici, domestici e sanitari (+8,1%) che vedono l’Italia confermarsi al primo posto in Europa, dopo la Germania. Anche il fatturato del 2011 di 7,35 miliardi di Euro registra un lieve miglioramento (6,95 miliardi di Euro nel 2010) ma è insostenibile l’erosione in termini di redditività dovuta agli alti costi energetici e alle materie prime cellulosa e macero”.

Questi ultimi sono stati al centro del dibattito della tavola rotonda “Nella morsa: tra alti costi energetici e volatilità delle materie prime”, moderata da Sebastiano Barisoni di Radio 24, durante la quale sono intervenuti il Sottosegretario di Stato del Ministero Ambiente, Tullio Fanelli, il Presidente dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, Guido Bortoni, Aldo Bonomi Vice Presidente Confindustria per le Reti d’Impresa e Antonio Tajani Vice Presidente della Commissione Europea Industria e imprenditoria.

Fare presto e “allentare la morsa” applicando cinque misure per la competitività, questa la ricetta di Culicchi.

“Emanare rapidamente misure per contenere il costo del gas, tramite anzitutto lo sbottigliamento dei gasdotti perché la spesa per l’acquisto dell’energia rappresenta per il settore cartario una delle prime voci di costo con un’incidenza media del 20%, con punte anche del 40%. Il differenziale del prezzo del gas rispetto ai paesi europei è stato per tutto il 2011 di 5,7¤/MWh” spiega Culicchi. “Se consideriamo che il gas costituisce il 90% dei costi energetici, nel primo caso di incidenza media del 20% sul costo di produzione, una riduzione del prezzo del gas del 10% porterebbe quest’ultimo dal 20% al 17% cioè a una contrazione dei costi totali intorno al 2%”.

Va ricordato che l’alto uso del gas è collegato all’ampia diffusione della tecnologia della cogenerazione, arrivata a soddisfare circa il 60% del fabbisogno elettrico del settore. Essa costituisce un “asset” che deve essere preservato e sostenuto anziché gravato da oneri ingiustificati sotto il profilo economico e giuridico.

“Attivare anche in Italia misure di compensazione dei costi indiretti per emissioni di CO2 per il settore cartario, come previsto dalle recenti linee guida comunitarie” spiega ancora Culicchi, che sottolinea sempre sul tema energia, l’urgenza di eliminare l’accisa gas per il settore cartario al pari degli altri settori energy intensive.

Per quanto concerne le materie prime, durante il 2011, la cellulosa ha raggiunto il massimo assoluto di 1010$/tonnellata, mentre la carta da macero ha subito rincari per tutto il 2011 e viaggia ancora sui massimi livelli di costo anche nei primi mesi del 2012. Questo a motivo della forte richiesta di macero da parte dei paesi asiatici, in particolare la Cina, che ha assorbito oltre 840 mila tonnellate nel 2011, cioè la metà dei volumi esportati dall’Italia.

Nel 2011 l’Italia si è comunque confermata il terzo utilizzatore europeo di macero dopo Germania e Spagna con un consumo di oltre 5 milioni di tonnellate.

“La performance dell'Italia, divenuto un buon Paese "raccoglitore", è collegata alla presenza di una forte struttura manifatturiera ben piantata sul territorio: le cartiere. Ma per mantenere questo "primato" spiega Culicchi “è necessario attuare il principio di prossimità per il riciclo del macero raccolto sul territorio nazionale e introdurre un sistema di monitoraggio sull’export in linea con le decisioni e direttive comunitarie sulla Recycling Society che deve essere innanzitutto “Made in Europe” e “Made in Italy”.

Infine, di fondamentale importanza attuare le disposizioni di legge che prevedono il recupero energetico prioritario per i rifiuti che provengono dal riciclo.

La realizzazione di impianti per la gestione dei rifiuti dell’industria cartaria attua la gerarchia comunitaria e consente riduzione dei costi e risparmio energetico. Si migliora così la competitività della capacità di riciclo nazionale installata e si coniuga sviluppo e servizio alla collettività.

Basti ricordare che con la sola raccolta urbana della carta sono state evitate 250 discariche dal 1999 al 2011, e 25 nel solo 2011. In termini economici e ambientali il beneficio complessivo portato alla comunità dall’attività di riciclo della carta tra il 1999 e il 2011 si può stimare in 4 miliardi di ¤, di cui 450 milioni nel solo 2011.

 
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